Il whisky. Solo a sentirlo nominare, parte un film nella testa: camini accesi, chiacchiere con gli amici, quel sapore caldo che ti fa sentire a casa. Sorseggiare questo distillato è un piccolo rito, un momento per te stesso. Carpirne i profumi e gustarne i sapori in bocca per concludere nel migliore dei modi una serata, da solo o in compagnia.

Una storia lunga, lontana, misteriosa

Le origini del whisky? Un mistero affascinante, un po’ come una leggenda. C’è chi dice che distillare bevande alcoliche con i cereali fosse già in voga nell’antico Egitto. Altri, invece, sono convinti che l’idea geniale sia venuta ai monaci irlandesi, un bel po’ di secoli dopo, nel Medioevo.

Ma una cosa è certa: il whisky ha una storia lunga e affascinante, fatta di alambicchi, tradizioni secolari e un pizzico di magia. Esattamente come l’etimologia del termine “whisky”, deriva dal gaelico “uisge beatha”, che significa “acqua della vita”.

Tanti Whisky, tante anime: trova il tuo preferito

Il bello del whisky è che non è mai uguale a se stesso. Ogni etichetta ha la sua storia, il suo carattere. I gusti dei consumatori si sono evoluti nel tempo, con una crescente richiesta di un prodotto più leggero e accessibile, adatto anche a un pubblico meno esperto. Ciò ha portato alla produzione di whisky con un minore contenuto di torba e con aromi più dolci e fruttati.

  • Lo Scotch, il re dei Whisky: Se pensi a un whisky, probabilmente ti viene in mente lo Scotch. Ha mille sfaccettature: Single Malt (un solo tipo di malto, una sola distilleria), Blended Malt (più malti, diverse distillerie), Blended Whisky (malto e altri cereali).
  • L’Irish Whiskey, un abbraccio vellutato: Dall’Irlanda arriva un whisky più morbido, più dolce. Un po’ come un abbraccio caldo. Sarà per questo che gli irlandesi sono così famosi per la loro ospitalità?
  • L’American Whiskey, un mondo da esplorare: Qui si fa sul serio: Bourbon (mais a go-go), Rye (segale protagonista), Tennessee Whisky (un Bourbon speciale, filtrato col carbone). Un vero e proprio viaggio nel gusto!
  • Il Japanese Whisky, la novità che conquista (ne parleremo in un prossimo articolo dedicato): Il whisky giapponese è diventato una star. Si ispira allo Scotch, dopo che il primo produttore studio come distillarlo in un viaggio fatto in Scozia. Ma i giapponesi hanno quel tocco in più che lo rende unici.

Quale bere? Il tuo, punto e basta!

Scegliere quello giusto è un atto d’amore verso se stessi. Dipende da cosa piace e da cosa si cerca in un bicchiere. C’è chi adora i sapori forti, affumicati, e chi invece preferisce qualcosa di più delicato, magari con note di frutta. Solo la curiosità e la voglia di scoprirne sempre di nuovi può permettere di stilare la propria “classifica personale”. E chi pensa che questo distillato sia solo da gustare a fine serata, si sbaglia di grosso.

Il whisky, infatti, non è solo un drink da sorseggiare la sera. Può diventare un compagno di avventure culinarie niente male. Certo, bisogna capire quale whisky si sposa meglio con cosa. Se il whisky è leggero, magari un Irish Whiskey o un Bourbon, l’abbinamento ideale è con qualcosa di delicato: salmone affumicato, formaggi freschi, un’insalata con noci e frutta.

Se invece piacciono i sapori più intensi, un Rye o un Single Malt scozzese un po’ più “robusto” sono perfetti con carni rosse, selvaggina, formaggi stagionati.

E poi ci sono i torbati, quelli che sanno di fumo, di mare. Ecco, quelli sono un po’ come i ribelli della tavola: vanno d’accordo con cioccolato fondente, ostriche, formaggi erborinati.

Marche da Non Perdere: un assaggio di felicità (o Quasi)

Se vuoi iniziare questo viaggio meraviglioso, ecco qualche dritta:

  • Scotch Whisky: Macallan (un classico che non delude mai), Glenfiddich (perfetto per iniziare), Lagavulin (se ami il torbato, il sapore di fumo), Laphroaig (come il Lagavulin, ma ancora più intenso), Balvenie (se cerchi un whisky dolce e avvolgente).
  • Irish Whiskey: Jameson (il più famoso, ottimo per i neofiti), Tullamore D.E.W. (un rapporto qualità-prezzo imbattibile), Redbreast (per chi ha gusti raffinati).
  • American Whisky: Maker’s Mark (un Bourbon “gentile”, ideale per cominciare), Wild Turkey (più grintoso), Woodford Reserve (elegante e raffinato), Jack Daniel’s (il re del Tennessee Whisky).
  • Japanese Whisky: Suntory (il top del top), Nikka (da provare assolutamente).

Whisky e cultura pop, amici per la pelle

È un divo del cinema, è un punto di rifermento nella cultura nazionalpopolare. È un elemento cardine di moltissimi film e libri. James Bond lo adora, i detective di Chandler non ne possono fare a meno. Perché è più di una bevanda: è un simbolo di stile, di mistero, di quel “je ne sais quoi” che fa sognare.

Il trovarsi a sorseggiare del whisky con un buon sigaro, magari nella penombra e con della musica jazz in sottofondo, è il raggiungimento di un vero e proprio status. Perché inevitabilmente il collegamento al jazz e al blues è immediato.

Il Whisky: Un tocco di classe (ma senza prenderti troppo sul serio)

Il whisky, in conclusione, è elegante, raffinato, ma non deve essere per forza una cosa da snob e sofisticati. Certo, i prezzi delle bottiglie più particolari e ricercate non sono sicuramente a buon mercato: anzi. Più la bottiglia è pregiata e numerata, maggiore è il costo.

Un buon bicchiere, però, bevuto con le persone giuste è una delle gioie della vita. Non bisogna farsi fermare dell’idea più purista: se ti piace liscio, con ghiaccio, o in un cocktail, fai come ti senti. L’importante è apprezzare e cercare di entrare nel mondo di questo iconico distillato.

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