Qualche giorno fa siamo stati ospiti ad un evento organizzato da Motomorphosis, un’associazione che da 15 anni si impegna nella divulgazione del tema dell’educazione, sicurezza e mobilità stradale per un futuro migliore.
E se si parla di futuro, quale cornice migliore dell’innovativa Università Campus Bio-Medico di Roma e della sua platea di giovani donne e uomini. Ma l’occasione speciale era la consegna del “Premio Fair Play”, un riconoscimento dal nome autoesplicativo consegnato quest’anno a Filippo Rovelli. Il giovane pilota classe 2001, in questa stagione sportiva ha compiuto un bellissimo gesto di altruismo e nobiltà d’animo: dopo la tragica morte di Luca Salvadori, amico e rivale nel campionato National Trophy 1000 che i due si stavano contendendo, Rovelli ha deciso di non correre le gare rimanenti per permettere a Salvadori di rimanere primo in classifica ed essere registrato per sempre negli annali come il vincitore del campionato.
L’istrionico presidente di Motomorphosis, Andrea C.C. Ducati oltre a saturare le menti degli studenti con l’aneddotica educativa, ha invitato una ricca schiera di volti famosi del motorsport (e non), per arricchire l’esperienza degli studenti e permettergli di imparare qualcosa da questa giornata. Sinceramente, abbiamo visto i giovani molto più interessati alle esperienze interattive, come i percorsi ad ostacoli da eseguire in un artefatto stato di ebbrezza, i simulatori di guida su moto, macchine e addirittura monopattini elettrici, piuttosto che al richiamo dei “vip” sul palco.

Possiamo infatti dire che sono stati gli studenti in primis a cogliere il significato dell’evento, il cui claim era “Accendi la mente, usa le mani”, cimentandosi in prima persona nell’educational di nuova generazione piuttosto che rimanere seduti passivamente, facendo centrare appieno l’obiettivo a Motomorphosis.
Abbiamo inoltre avuto modo di chiacchierare con il protagonista della giornata, il premiato Filippo Rovelli. Dopo averci parlato appare ancora più chiaramente come il suo gesto di altruismo sia stato dettato veramente da profonda stima e rispetto di quello che in pista era un avversario, ma per le vite di molti era semplicemente Luca. Il pilota era visibilmente emozionato sotto la luce dei riflettori, ma dovrà certo abituarsi ad essere al centro dell’attenzione se vuole correre a ritmo coi suoi sogni e obiettivi per il futuro: il mondiale Superbike. Qui sotto la video intervista di Rovelli dopo la premiazione.